diritti civili e libertà

Tortura

Nelle Osservazioni Conclusive del 2003 il Comitato ONU al punto 31 ha espresso profonda preoccupazione “per i casi riportati di maltrattamento sui bambini da parte di pubblici ufficiali e per la prevalenza dell’abuso, in particolare su minori stranieri e rom”.

Il Comitato ONU al punto 32 delle Osservazioni Conclusive del 2003 ha raccomandato all’Italia di:
(a) recepire nel diritto penale il crimine della tortura o di altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani e degradanti;
(b) istituire meccanismi a misura di bambino per la ricezione di ricorsi contro pubblici ufficiali riguardanti maltrattamenti subiti durante l’arresto, l’interrogatorio, la custodia giudiziaria e all’interno di istituti penitenziari;
(c) formare in modo sistematico la polizia e i carabinieri, nonché il personale che opera nei centri di detenzione, sui diritti umani dei bambini.

Il Gruppo CRC a partire dal 2° Rapporto di aggiornamento ha monitorato in particolare l’attuazione della raccomandazione di cui al punto 32 a) rilevando il mancato adeguamento della legislazione italiana rispetto all’introduzione del reato di tortura nel Codice penale.

- Leggi l’analisi e le raccomandazioni del Gruppo CRC nei Rapporti di aggiornamento:
2° Rapporto CRC 2005-2006
3° Rapporto CRC 2006-2007
4° Rapporto CRC 2007-2008
2° Rapporto Supplementare CRC 2009

- Documenti e siti internet di riferimento sull’argomento:
Convenzione ONU contro la tortura e altri trattamenti o punizioni disumani e degradanti (Convention Against Torture - CAT)
traduzione italiana a cura del Centro interdipartimentale di ricerca e servizi sui diritti della persona e dei popoli
Protocollo Opzionale alla Convenzione ONU contro la tortura
Comitato ONU contro la Tortura

Glossario:
Convenzione ONU contro la tortura (CAT) adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1984 ed entrata in vigore il 27 giugno 1987. È stata ratificata dall’Italia con Legge n. 489 del 3 novembre 1988 (Gazzetta Ufficiale n. 271 S.O. del 18 novembre 1988)
- Per visualizzare lo status delle firme e delle ratifiche CLICCA QUI

Protocollo Opzionale alla Convenzione ONU contro la tortura (OPCAT)
Adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 18 dicembre 2002 è entrato in vigore il 22 giugno 2006. È stato firmato dall’Italia il 20 agosto 2003, ma non ancora ratificato.
- Per visualizzare lo status delle firme e delle ratifiche CLICCA QUI
L’obiettivo del Protocollo è di prevenire la tortura e gli altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani e degradanti (maltrattamenti) mediante l’istituzione di un sistema di visite regolari nei luoghi di detenzione, da parte di "meccanismi preventivi nazionali" indipendenti che gli Stati parte del Protocollo s’impegnano a istituire o nominare, e di un nuovo organismo internazionale di esperti, il Sottocomitato per la prevenzione della tortura.

Comitato ONU contro la tortura
Istituito dall’art. 17 CAT, è composto da dieci esperti di alta moralità e di riconosciuta competenza nel campo dei diritti dell’uomo, che partecipano a titolo personale.
- Per visualizzare gli attuali componenti del Comitato CLICCA QUI
Ha il compito di monitorare lo stato di attuazione della CAT nei Paesi che l’hanno ratificata.
Ai sensi dell’art. 19 CAT gli Stati sono tenuti a presentare al Comitato un Rapporto sullo stato di attuazione della CAT dopo un anno dalla ratifica e successivamente ogni 4 anni. Il Comitato, dopo aver esaminato il Rapporto Governativo, formula e rivolge agli Stati preoccupazioni e raccomandazioni contenute nelle Osservazioni Conclusive Rapporti presentati dall’Italia e Osservazioni Conclusive rivolte dal Comitato all’Italia
Inoltre il Comitato CAT può:
a) esaminare ricorsi individuali (a determinate condizioni) e ricevere informazioni da parte di singoli che ritengono siano stati violati nei loro confronti uno o più diritti affermati nella CAT;
b) svolgere inchieste
c) esaminare ricorsi tra Stati

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