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Sgomberi dei campi rom a Milano e Roma: preoccupazione delle maestre per la difficile situazione dei bambini e delle bambine.

A Roma continuano gli sgomberi dei campi Rom. Il 15 febbraio è stato chiuso, dopo oltre 40 anni, Casilino 900, il campo rom più grande d’Europa. Dal 19 gennaio, inizio dello sgombero, sono state ricollocate 618 persone nei campi attrezzati di Salone, Camping River, Candoni, Gordiani e presso le strutture del Comune di Roma adibite all’accoglienza di madri con bambini (Cfr. Nota 1). Il Piano nomadi del Comune di Roma prevede che i prossimi campi interessati alle operazioni di trasferimento della popolazione saranno Tor de’ Cenci e La Martora. Seguiranno Baiardo (Municipio XX); Foro Italico (Municipio II); Monachina (Municipio XVIII); Arco di Travertino (Municipio IX); Spellanzon (Municipio V) e Sette Chiese (Municipio XI).

Il 16 febbraio è stato sgomberato un campo rom a Redecesio, alle porte di Milano (comune di Segrate). Secondo fonti autorevoli (Cfr. Nota 2), nel campo rom vivevano oltre 130 persone e vi “erano in atto processi positivi d’integrazione e i bambini residenti nel campo frequentavano le scuole locali”.

A Roma e a Milano, alcune maestre dei bambini rom che vivevano nei campi sgomberati, hanno deciso di manifestare la loro vicinanza agli alunni e alle loro famiglie, attraverso delle lettere aperte inviate a referenti istituzionali e ai maggiori organi di stampa.

Leggi la lettera inviata dalle maestre della scuola elementare di via Pini a Milano, a seguito dello sgombero avvenuto a Redecisio, e la lettera delle maestre dell’Istituto Comprensivo di via dell’Archeologia a Roma, diffusa a seguito dello spostamento di
famiglie di alunni frequentanti l’Istituto dal campo di via di Salone.

Il 15 settembre 2009 l’Italia era già stata citata da Navi Pillay, Alto Commissario ONU per i diritti umani, per il “trattamento degradante subito dalla popolazione Rom".

Il Gruppo CRC ha espresso la propria preoccupazione per la situazione dei bambini ed adolescenti rom in Italia, nel Contributo del Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in relazione all’esame dell’Italia per l’Universal Periodic Review (UPR) nel corso della 7° Sessione, in particolare è stata segnalata la persistenza della “difficile situazione sociale dei bambini, delle bambine e degli adolescenti rom, sinti e camminanti, siano essi italiani o stranieri, già rilevata dal Comitato ONU sui diritti dell’infanzia nelle Osservazioni Conclusive all’Italia del 2003, in particolare nei settori della salute, dell’assistenza sociale, dell’istruzione e delle condizioni abitative”. In riferimento agli sgomberi, nel contributo del Gruppo CRC è stata posta in evidenza la “tendenza all’allontanamento coatto, senza preavviso o senza possibilità di ricorso delle famiglie rom e sinte dagli insediamenti in cui vivono, attraverso azioni di sgombero con modalità e conseguenze che hanno comportato la violazione dei diritti non solo degli adulti ma anche dei minori.”

Note:

- Nota 1: Fonte Apcom
- Nota 2: Si fa particolare riferimento alle dichiarazioni di alcuni rappresentanti del Naga, una delle associazioni che a Milano hanno seguito lo sgombero del campo rom.

Per approfondimenti, si veda anche:

- Misure speciali per la tutela dei minori-> Minori di minoranze etniche - I minori rom, sinti e camminanti
- Principi generali della CRC-> principio di non discriminazione
- Archivio news-> UPR: al via l’esame dell’Italia, presente anche il Gruppo CRC
- Archivio news-> Notizie sui rinvii di migranti in Libia e sulla discriminazione nei confronti della popolazione Rom in Italia
- Archivio eventi-> Presentazione del documento “La risposta sbagliata. Il ‘Piano nomadi’ viola il diritto all’alloggio dei rom a Roma

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