misure generali di attuazione della CRC in Italia
Raccolta dati
Il Gruppo CRC monitora i dati disponibili sui minori in diversi contesti.
Nel corso dei vari Rapporti è emersa una carenza del sistema italiano di raccolta dati, spesso in relazione ai gruppi di minori particolarmente vulnerabili e a situazioni ben precise, in cui spesso esiste un’espressa previsione di legge per l’istituzione e l’aggiornamento di banche dati mai attivate (ad esempio, la banca dati per minori dichiarati adottabili).
Nelle Osservazioni Conclusive del 2003 al punto 16 il Comitato ONU aveva espresso apprezzamento per gli sforzi fatti per migliorare la raccolta di dati, in particolar modo attraverso l’istituzione del Centro nazionale di documentazione ed analisi per l’infanzia e l’adolescenza.
Tuttavia, il Comitato ONU continuava a rilevare la carenza di dati in alcune aree previste dalla Convenzione.
Il Comitato ONU era altresì preoccupato per il fatto che i dati venissero ancora raccolti sulla base di un approccio incentrato sulla famiglia piuttosto che sulla base di un approccio che prenda in considerazione il bambino come singolo individuo.
Il Comitato ONU esprimeva, inoltre, preoccupazione per la mancanza di coerenza tra i diversi enti incaricati della raccolta dati e tra le varie Regioni.
In linea con le precedenti raccomandazioni, il Comitato ONU, al punto 17 delle Osservazioni Conclusive del 2006, aveva reiterato la raccomandazione che l’Italia:
(a) rafforzasse il proprio meccanismo per la raccolta e l’analisi sistematica dei dati disaggregati su tutti gli individui al di sotto dei 18 anni, per tutte le aree previste dalla Convenzione, con particolare attenzione ai gruppi maggiormente vulnerabili, tra cui i bambini disabili, i bambini rom, i bambini appartenenti a famiglie di immigrati, i bambini non accompagnati, i bambini vittime di violenza e i bambini appartenenti a nuclei familiari economicamente e socialmente svantaggiati;
(b) utilizzasse questi indicatori e dati in modo efficace per la formulazione e valutazione delle politiche e dei programmi per l’applicazione e il monitoraggio della Convenzione;
(c) assicurasse coerenza nel processo di raccolta dati da parte delle varie istituzioni, a livello nazionale e regionale
Leggi l’analisi e le raccomandazioni del Gruppo CRC sul sistema di raccolta dati in ciascun Rapporto di aggiornamento:
2° Rapporto CRC 2005-2006
3° Rapporto CRC 2006-2007
4° Rapporto CRC 2007-2008
2° Rapporto Supplementare CRC 2009
Glossario:
Centro Nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza (CNDA): istituito con Legge 451/1997 ed afferisce alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento delle Politiche per la Famiglia in concerto con il Ministero della Solidarietà Sociale. Il Centro ha il compito di raccogliere e rendere pubblica la normativa, i dati, le ricerche, nonché di analizzare le condizioni di vita dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. la documentazione è disponibile sul sito www.minori.it.
Documenti di riferimento sull’argomento:
Rapporto Istat
Quaderni del Centro Nazionale di Documentazione e Analisi per l’infanzia e l’adolescenza, I numeri Italiani - Infanzia e adolescenza in cifre:
Quaderno 43 (2007)
Quaderno 25 (2002)
Quaderno 17 (2000)
Quaderno 5 (1998)
gli altri articoli di questa area
Art. 4 CRC e misure generali di attuazione della CRC
La legislazione italiana - Procedura minorile civile e penale
La legislazione italiana - Politiche per l’infanzia e l’adolescenza
Risorse destinate all’infanzia e all’adolescenza - in Italia
Risorse destinate all’infanzia e all’adolescenza - nella cooperazione Internazionale
Coordinamento
Piano Nazionale Infanzia
Garante per l’infanzia