I principi generali della CRC

L’ascolto del minore in ambito giudiziario

L’art. 12 comma 2 della Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Convention on the Rights of the Child - CRC) afferma che i bambini, le bambine, ragazzi e le ragazze devono avere la possibilità di essere ascoltati in ogni procedura giudiziaria o amministrativa che li riguarda, sia direttamente sia tramite un rappresentante o un organo appropriato.

Con Legge n. 77 del 20 marzo 2003 l’Italia ha ratificato la Convezione europea sull’esercizio dei diritti dei minori (adottata dal Consiglio d’Europa a Strasburgo il 25 gennaio 2006).
Nel Preambolo si riconosce che i minori dovrebbero ricevere informazioni pertinenti affinché i loro diritti e i loro interessi superiori possano essere promossi e affinché la loro opinione sia presa in debita considerazione e nel capitolo II si indicano quali misure di ordine procedurale dovrebbero essere adottate per promuovere l’esercizio dei diritti dei minori.

Il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nelle Osservazioni Conclusive del 2003 al punto 26 ha raccomandato che:
(a) la legislazione che disciplina la procedura nei tribunali e nei procedimenti amministrativi assicuri che un bambino capace di formarsi le proprie opinioni abbia il diritto di farlo, e che a esse venga data la dovuta considerazione;
(c) venga rafforzata l’azione generale di sensibilizzazione, e in particolare nell’istruzione e nella formazione dei professionisti relativamente all’attuazione di questo principio.

Nelle Osservazioni Conclusive del 2011 al punto 27 il Comitato ONU raccomanda all’Italia di:
(a) adottare una normativa organica che stabilisca il diritto dei minori di essere ascoltati nelle questioni che li riguardano, applicabile in tutti i tribunali, enti amministrativi, istituzioni, scuole, enti di assistenza all’infanzia e famiglie, adottando le misure necessarie per consentire
l’ascolto diretto delle opinioni dei minori e, contemporaneamente, prevedendo tutele e meccanismi adeguati per garantire che tale
partecipazione possa svolgersi in modo efficace e in assenza di manipolazioni o intimidazioni, con il supporto di opinioni di esperti dei servizi interessati nei casi opportuni;
(b) formuli direttive per la nomina di curatori speciali dei minori nei casi di adozione.

- Leggi l’analisi e le raccomandazioni del Gruppo CRC sull’ascolto del minore in ambito giudiziario
3° Rapporto CRC 2006-2007
4° Rapporto CRC 2007-2008
2° Rapporto Supplementare CRC 2009

5° Rapporto CRC 2011-2012
6° Rapporto CRC 2012-2013
7° Rapporto CRC 2013-2014
8° Rapporto CRC 2014-2015
9° Rapporto CRC 2015-2016

Approfondimento: Il 17 dicembre 2007 il Gruppo CRC nell’ambito delle attività di formazione/informazione per le Associazioni del Gruppo CRC ha realizzato il Seminario “Il diritto all’ascolto dei minori in ambito giudiziario: normativa e prassi a confronto”
- Visualizza e scarica invito, programma e interventi dei relatori.

- Documenti e siti internet di riferimento sull’argomento:
Legge 149/2001
Legge 54/2006
D.Lgs. 28 dicembre 2013 n. 154 – recante ”Revisione delle disposizioni vigenti in materia di filiazione, ai sensi dell’articolo 2 della Legge 10 dicembre 2012 n. 219” – ha disciplinato l’audizione del minore d’età nelle procedure in cui devono essere adottati provvedimenti che lo riguardano

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