Editoriale - i dati sulla povertà minorile

Gli ultimi dati sull’infanzia e l’adolescenza in Italia mostrano un aumento della povertà economica, anche a causa della crisi. Oltre 1 milione e 400 mila tra bambini e ragazzi vivono in povertà assoluta; 1 su 4 vive in appartamenti inadeguati e 65 mila famiglie sono sotto sfratto. Preoccupa anche la povertà educativa: sempre meno bambini leggono e svolgono attività extrascolastiche; molte grandi città non garantiscono adeguati spazi ricreativi.

E’ un anno che si chiude in negativo per i bambini e gli adolescenti in Italia, colpiti per primi dalla crisi con un bilancio che non lascia ben sperare per il 2015 senza massicci interventi multidimensionali per l’infanzia in Italia.
La povertà assoluta tra i minori è infatti aumentata del 37% in soli due anni e riguarda oggi 1 milione 400 mila bambini. A causa della povertà sempre più minori vivono in uno stato di deprivazione: più di 65 mila nuclei familiari sono sotto sfratto e 1 minore su 4 vive in appartamenti inadeguati. Inoltre, a causa della crisi oltre il 68% delle famiglie taglia le spese alimentari. Preoccupa anche il fenomeno della povertà educativa: i bambini leggono sempre meno e tra i più poveri si hanno poche opportunità educative. Basti pensare che 3 milioni e 200 mila bambini e ragazzi tra 6 e 17 anni (il 47,9% del gruppo di età) non hanno letto un libro nel 2013 e circa 4 milioni (il 60,8%) non hanno visitato una mostra o un museo.
Non viaggia né si apre a nuovi mondi e persone il 51,6% di under 18 che vive in famiglie, le quali non possono permettersi nemmeno una settimana di ferie l’anno lontano da casa. Mentre il 53,7% degli adolescenti tra i 15 e i 18 anni, non pratica attività sportive pomeridiane. I pomeriggi non vengono occupati neanche da attività scolastiche, dato che nella migliore delle ipotesi il tempo pieno c’è solo nel 50% delle scuole elementari e medie di alcune regioni, con picchi in negativo in regioni quali Campania (con il 6,5% delle scuole primarie a tempo pieno) o Calabria.
Dati che spiegano almeno in parte le basse competenze di tanti studenti italiani rispetto agli altri Paesi europei e gli alti livelli di dispersione scolastica in Italia, con il 17% degli studenti che interrompono il percorso scolastico fermandosi al diploma della scuola media.
Ma dove vivono ragazzi in Italia? Le città e le metropoli sono l’habitat prevalente dei bambini e adolescenti in Italia: il 37% di essi – 3 milioni e 700 mila – si concentra nel 16,6% del territorio nazionale, cioè nei grandi centri urbani o nelle aree circostanti. Città più matrigne che materne, invase di macchine e pericolose – tanto che solo il 6,4% di bambini gioca libero per strada – e spesso prive di spazi per garantire lo svago dei più piccoli: solo 1 bambino su 4 gioca in media nei cortili e meno di 4 su 10 nei giardini, con significative differenze territoriali.
Anche per quanto riguarda la prima infanzia i dati non sono incoraggianti e si registra una certa paralisi: nell’anno scolastico 2012/2013 soltanto il 13,5% dei bambini tra 0 e 2 anni su 100 frequentavano i nidi pubblici e convenzionati, con fortissime disparità territoriali tra nord e sud del paese.

A cura di Lucia Ghebreghiorges - Save the Children Italia.

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