Editoriale - Speciale 27 maggio 2013

Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, non ricordiamocene solo oggi!

Il Gruppo CRC invita le istituzioni italiane, tanto a livello centrale quanto a livello locale, a ricordarsi dei diritti dei bambini e degli adolescenti nel loro lavoro quotidiano.

A 22 anni dalla ratifica della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza - CRC, avvenuta il 27 maggio 1991 con la Legge n. 176, purtroppo in Italia non tutti i bambini hanno pari accesso a istruzione, sanità e servizi sociali.

Il Gruppo CRC, come ogni anno, ha monitorato l’applicazione della Convenzione e dei suoi Protocolli Opzionali nel nostro Paese. Il 6° Rapporto CRC 2012-2013, che approfondisce 51 differenti questioni riguardanti la tutela e la promozione dei diritti dell’infanzia è frutto del lavoro condiviso e congiunto delle 82 associazioni del Network.

Il 6° Rapporto CRC sarà presentato durante un incontro pubblico a Roma il prossimo 6 giugno, alla presenza del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Enrico Giovannini e del Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, Vincenzo Spadafora.

Dal 1991 ad oggi, molti passi avanti sono stati realizzati - seppur con ritardi, incompletezza e a volte senza finanziamenti - per garantire il pieno esercizio dei diritti sanciti nella Convenzione. Tra gli interventi più significativi e trasversali compiuti in questi ultimi anni, l’adozione della Legge 451/1997 e la conseguente creazione dell’Osservatorio nazionale per l’Infanzia e l’adolescenza e la costituzione della Commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza; la recente Legge 12 luglio 2011 n. 112 che ha istituito il Garante per l’infanzia e la Adolescenza e la nomina di diversi Garanti regionali.
Nel 2002, l’Italia ha ratificato i due Protocolli Opzionali alla CRC, (il Protocollo Opzionale sul coinvolgimento dei minori nei conflitti armati e il Protocollo Opzionale sulla vendita di bambini, la prostituzione minorile e la pornografia rappresentante minori) e nel febbraio 2012 il nostro Paese è stato tra i primi firmatari del Terzo Protocollo Opzionale che introduce per la prima volta la possibilità di segnalare al Comitato ONU violazioni dei diritti dei minori.

Purtroppo, permangono diverse criticità e i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza continuano ad essere trattati nell’ambito di singoli interventi legislativi, spesso senza previsioni di risorse e senza un coordinamento efficace tra i differenti organismi a cui sono delegate singole funzioni. Inoltre, persistono forti differenze regionali che non assicurano uguale accesso ai diritti a tutti i bambini, così come manca ancora un sistema di raccolta dati. Tale lacuna non permette di pianificare un sistema integrato di tutela ed avere una visione completa delle politiche dedicate dall’infanzia nel nostro Paese.

Nel 2011, il Comitato ONU ha rivolto all’Italia oltre 50 raccomandazioni, chiedendo al Governo di colmare le lacune riscontrate nel nostro sistema in merito all’implementazione della CRC. Il Gruppo CRC ha partecipato all’incontro a Ginevra del 2011 e grazie al lavoro puntuale di monitoraggio della Convenzione e dei suoi Protocolli Opzionali ha presentato ai membri del Comitato ONU un’analisi aggiornata della situazione dei diritti dei bambini e degli adolescenti nel nostro Paese.

Il Network continua il lavoro di monitoraggio della Convenzione nel 6° Rapporto CRC 2012-2013, prendendo come punto di partenza le raccomandazioni rivolte all’Italia dal Comitato ONU e fornendo alle istituzioni indicazioni concrete e attuabili per rivolvere le criticità che ostacolano il pieno esercizio dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia.

- Pubblicato nella Newsletter n.60 del Gruppo CRC

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