Editoriale - Educazione e/è politica

Estendere e consolidare l’offerta di servizi educativi di qualità per i bambini e le bambine sotto i sei anni.

Educazione e/è politica è il titolo del XIX Convegno Nazionale dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia che si è svolto a Reggio Emilia dal 21 al 23 febbraio.

Il convegno ha visto più di 1500 educatori, insegnanti, coordinatori pedagogici, dirigenti e funzionari delle amministrazioni pubbliche e del terzo settore, amministratori locali ed esperti stranieri (tra cui il Premio Nobel per l’economia James Heckman e Peter Moss, una delle principali figure della pedagogia internazionale) partecipare al lavoro di 25 commissioni, dislocate tra i nidi e le scuole dell’infanzia di Reggio Emilia e il Centro Internazionale intitolato a Loris Malaguzzi, fondatore del Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia e artefice dell’approccio pedagogico dei servizi per la prima infanzia reggiani, approccio che richiama l’attenzione di studiosi da tutto il mondo.

Perché questo titolo? Il dialogo tra mondo dell’educazione e mondo della politica ha bisogno di sedi qualificate di confronto dove riflettere insieme intorno alla situazione dei servizi educativi per i bambini.

Perché il diritto dei bambini all’educazione richiede una politica che riconosca il grande valore espresso dall’azione educativa sul piano etico, culturale ed economico e il mondo dell’educazione deve interpretare con attenzione le dinamiche sociali e politiche.

Ai luoghi educativi per i bambini tra zero e sei anni è oggi riconosciuto un ruolo importante nella vita degli individui e nello sviluppo di una società democratica e inclusiva e devono essere garantiti con solidarietà di azioni tra educazione e politica. In questo momento la crisi economica si riflette nelle sempre maggiori difficoltà delle amministrazioni pubbliche di offrire luoghi educativi di qualità e in numero sufficiente, come peraltro il nostro paese è sollecitato a fare da reiterate raccomandazioni europee.

La crisi morde ancor più drammaticamente nelle capacità delle famiglie di utilizzare i servizi per l’infanzia. Si ha, infatti, notizia da molti territori di un crescente numero di rinunce a usufruire del servizio nido, o del servizio mensa nelle scuole dell’infanzia, perché le famiglie non riescono più a pagare le rette. A fronte di questa situazione è urgente un investimento nazionale finanziario importante per estendere e consolidare l’offerta di servizi educativi di qualità per i bambini e le bambine sotto i sei anni garantendo l’esigibilità del diritto all’educazione sancito anche dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

I partecipanti al Convegno hanno rivolto un appello agli interlocutori istituzionali perché si arrivi in breve tempo all’approvazione di un quadro normativo che:
- dia nuovo impulso all’estensione dei servizi per l’infanzia e alla generalizzazione della scuole dell’infanzia, contribuendo a sanare gli squilibri territoriali esistenti
- escluda dal patto di stabilità gli interventi pubblici relativi al funzionamento dei servizi educativi per i bambini e le bambine sotto i sei anni
- istituisca meccanismi stabili di finanziamento pubblico
- assicuri la qualità di tutti i servizi educativi per i bambini e le bambine sotto i sei anni, definendone gli elementi irrinunciabili.

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Editoriale a cura di Tullia Musatti, Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia

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