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Bambini coinvolti nei conflitti armati

Pubblicato il nuovo Rapporto Internazionale - Louder than words

A dieci anni dall’entrata in vigore del Protocollo Opzionale concernente il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati, la Child Soldiers International lancia il Terzo Rapporto Internazionale sulla situazione globale dei bambini, bambine e adolescenti coinvolti nei conflitti armati.

Nel Rapporto Louder than words. An agenda for action to end state use of child soldiers viene esaminato lo Stato di attuazione del Protocollo Opzionale nei Paesi che lo hanno ratificato.

Il Rapporto Internazionale dimostra che nel 2010 20 Stati hanno utilizzato bambini soldato nei conflitti e ribadisce la necessità di introdurre un divieto globale di reclutamento militare di qualsiasi persona di età inferiore ai 18 anni, al fine di prevenire l’uso delle persone di minore età nei conflitti armati.

Il Rapporto contiene un’analisi dettagliata delle leggi, delle politiche e delle pratiche di oltre 100 Stati, in "conflitto" o in situazione di "non-conflitto".

Nel Rapporto vengono riprese le raccomandazioni rivolta all’Italia dal Comitato ONU a seguito dell’esame del 2011 dell’applicazione della CRC nel nostro Paese. In particolare, ai punti 70 e 71 delle Osservazioni Conclusive ill Comitato ONU: "esprime preoccupazione in merito alla mancata applicazione delle precedenti raccomandazioni che prevedevano: (a) l’esplicita persecuzione, ai sensi delle leggi nazionali, del reclutamento e dell’utilizzo di individui sotto i 15 anni di età da parte di forze e gruppi armati (CRC/C/OPAC/ITA/CO/1, par. 12); e (b) la definizione del concetto di “partecipazione diretta” da parte delle leggi nazionali (CRC/C/OPAC/ITA/CO/1, par. 11), in linea con gli articoli da 1 a 4 del Protocollo opzionale concernente il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati."

Inoltre, "pur apprezzando l’allineamento con l’articolo 29 della Convezione, il Comitato lamenta l’assenza, nei programmi delle quattro scuole militari operanti nello Stato parte, di materie specifiche che abbiano come oggetto i diritti umani, la Convenzione e il Protocollo opzionale. Lamenta inoltre la mancata applicazione della precedente raccomandazione relativa all’introduzione del divieto e della perseguibilità penale della vendita di armi di piccolo calibro e armi leggere a paesi in cui i minori sono coinvolti in conflitti armati (CRC/C/OPAC/ITA/CO/1, par. 17). Il Comitato si rammarica inoltre per la mancanza, nel rapporto elaborato dallo Stato parte, di informazioni sulla riabilitazione e la reintegrazione sociale dei minori vittime dei crimini oggetto del Protocollo opzionale".

Il Gruppo CRC ha analizzato lo stato di attuazione dell’OPAC in ciascun Rapporto di aggiornamento e dal 2007 ha monitorato anche l’attuazione delle raccomandazioni contenute nelle Osservazioni Conclusive del 2006.

- Per maggiori approfondimenti sui Minori nei conflitti armati si veda anche:
Misure speciali per la tutela dei minori -MINORI IN SITUAZIONE DI EMERGENZA -Minori in conflitti armati
I Protocolli Opzionali alla CRC: OPAC e OPSC

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